#RECAP Il mio 2021 in libri

 #RECAP Il mio 2021 in libri




Ma buon salve, amici del web!
Prima o poi mi renderò conto che siamo nel 2022, e che quindi dovrei smetterla di parlare del 2021. Davvero, ve lo prometto. Ma sarà più poi che prima, visto che un sacco di libri che vedrete recensiti in questo blog li ho letti o riletti l'anno scorso, che è stato un anno eccezionalmente prolifico a livello di letture, sicuramente il migliore della mia vita.
E proprio di questo parliamo oggi!
Vi spiego cosa andremo a fare, da qui in avanti. Ho intenzione, all'inizio di ogni nuovo mese, di fare un recap delle letture del mese precedente. Lo faccio già sulla mia pagina Instagram, e da quest'anno lo farò anche qui. Però ci tengo a farvi vedere cosa ho letto nell'anno appena passato, e non ha senso fare diversi post con le letture dei vari mesi.
Avete già capito cosa troverete qui, vero? 
Cercherò di essere sintetico, ma quello che vi attende è nientemeno che un mega recap delle mie letture del 2021! 
Vi indicherò le mie letture preferite, mese per mese, ma senza scendere troppo nei dettagli, perché poi arriveranno le recensioni di ognuno di questi titoli.
Pronti a farvi un viaggio nel mio 2021 letterario? Allora bando alle ciance, si parte!

N.B. Cliccando sul titolo delle opere qui presenti potrete acquistarle da Amazon. Se lo farete tramite i link che ho messo qui, sappiate che potrete supportarmi: infatti l'acquisto tramite link non comporta alcun sovrapprezzo per voi, mentre una piccolissima percentuale andrà a me. Grazie in anticipo se lo farete!


GENNAIO

Carrie, Stephen King. Il mio primo libro dell'anno è stata una rilettura, il libro che ha inaugurato il mio anno e la cui recensione ha inaugurato anche questo blog. Perché iniziare l'anno con Carrie? Come ho già detto, King è il mio autore preferito, lo è diventato negli anni, e a inizio 2021 mi ero ripromesso di esplorarlo con metodo.
Cosa significa? Che un autore dalla bibliografia tanto varia ed estesa, a mio avviso, meritava un'approfondimento. Così ho deciso di ripartire da Carrie, e di leggere e rileggere in ordine di pubblicazione tutta la bibliografia di King. Ora, in questo viaggio, mi farete compagnia anche voi!

Cercando Alaska, John Green. Green è un altro autore molto importante per me, e vi prometto che farò un post anche sugli autori che più mi hanno influenzato. E dato che mi era venuto voglia di rileggerlo, anche con lui sono ripartito dall'inizio, e quindi col suo romanzo d'esordio. 
Cercando Alaska per me è un romanzo di formazione straordinario, un libro a tutto tondo, che ti trasporta in un universo magnifico, che ti fa ridere, piangere e anche arrabbiare. Sono innamorato del modo di narrare di Green e, soprattutto, della sua visione del mondo degli adolescenti, un'età tanto bella quanto problematica.




Le notti di Salem, Stephen King. E' il libro migliore del mese di gennaio, pur essendo una rilettura. A gennaio ho letto diverse cose belle, come state vedendo e come vedrete, ma il secondo romanzo di King le batte tutte.
Avevo letto per la prima volta Le notti di Salem nell'estate del 2017, in concomitanza a Carrie, e non mi aveva detto molto, esattamente come il libro precedente. Tornandoci oggi, con una maggior consapevolezza e spirito critico, mi sono accorto di avere per le mani un vero capolavoro, non tanto per la storia in sé, quanto per i temi messi in scena da King e per il modo in cui li ha messi in scena - per non parlare della costruzione narrativa, che ho trovato impressionante. Non vedo l'ora di parlarvene!

Teorema Catherine, John Green. Continua l'alternanza King-Green, con quello che è il mio libro preferito dell'autore. Oltre ad avermi fatto compagnia in un periodo un po' strano, ha uno spirito più leggero, meno drammatico rispetto agli altri libri di Green. Forse è anche per questo che mi piace tanto, e poi i personaggi sono fantastici, l'ambientazione è così confortevole, mi fa ancora ridere e appassionare. Direi che i complimenti se li merita tutti.

L'incubo di Hill House, Shirley Jackson. Ennesima rilettura, scusate. Ho preso questo romanzo nel 2019, sulla scia del successo della serie Netflix, che non ho visto perché come ho detto nel post precedente sono un fifone professionista. Il libro di Shirley Jackson è una delle migliori prove narrative che io abbia mai letto, una storia di fantasmi che riesce a spaventare senza mai mostrare veramente nulla.
So che è diversissimo dalla serie Netflix, che ne riprende l'ambientazione e l'ispirazione, ma è tutto un dire, perché questa piccola opera gotica per me è davvero una perla, anche se l'ho trovata pesantuccia sul finale.

Bianca come il latte, rossa come il sangue, Alessandro D'Avenia. Prima effettiva lettura del 2021, il romanzo di D'Avenia è una storia di formazione che affronta l'amore, la malattia, l'amicizia, la crescita. Mi ha ricordato tantissimo "Colpa delle stelle", che è stato il primo libro di Green che ho letto nel 2014, Mi è piaciuto davvero, ma sono convinto che l'avrei adorato se l'avessi letto quando facevo il liceo, perché comunque avrei avuto la stessa età dei protagonisti e magari mi sarei rivisto nelle paure e nelle emozioni della voce narrante, Leo. D'Avenia quindi ha fatto un ottimo lavoro nel restituirci un ritratto fedele degli adolescenti, non retorico o forzato. Lo consiglio tantissimo quindi agli adolescenti, secondo me è una lettura veloce e davvero piacevole.

FEBBRAIO

Shining, Stephen King. A febbraio ho letto poco, e questo per via della rilettura di Shining, uno dei capolavori di King, letto per la prima volta nel 2017. So che spezzerò più di qualche cuore, probabilmente, ma Shining non mi piacque all'epoca e non mi è piaciuto troppo neanche rileggendolo. Non fraintendetemi: non è un brutto libro, affatto, sarei un pazzo a sostenere una cosa del genere. Ma per me non è affatto questo gran capolavoro che sembra essere, l'ho trovato fin troppo derivativo, lento in più di un passaggio, è una storia di fantasmi, sicuramente dalle immagini inquietanti e memorabili, ma che per me dipende troppo dalle ispirazioni, come Shirley Jackson o Edgar Allan Poe, la cui Maschera della morte rossa, che sfortunatamente non ho letto, viene citato a ripetizione per tutto il libro.
Purtroppo, quindi, non è fra i miei preferiti; nondimeno però è una storia interessante, e sicuramente è diventato un cult, anche se ho apprezzato di più il film di Kubrick - uno dei pochi horror che ho avuto il coraggio di vedere!




Ossessione, Stephen King. Il cosiddetto "libro maledetto" di King, quello che è addirittura stato ritirato dal mercato, e di cui io sono un fortunato possessore. Se volete sapere se io sia d'accordo o meno col fatto che questo libro non sia disponibile, la mia risposta è no: Ossessione è un libro meraviglioso e terribile al contempo; penso sia un perfetto esempio del terribile fascino del male in letteratura, di quel confine che non va mai superato, perché il male può e deve essere affascinante solo in letteratura, dove la valutazione morale ha misure ben diverse da quelle che adotta nella realtà - ho fatto la tesi magistrale su questi temi, quindi sono molto legato ad essi.

Città di carta, John Green. Terzo e ultimo libro riletto di Green del 2021. Città di carta lo vedo come una sintesi dei primi due libri, nel senso che ha lo spirito di avventura e leggerezza di Teorema Catherine con la drammaticità di Cercando Alaska. L'ho trovato delicato e appassionante, l'ho letto per la prima volta nell'estate del 2017, e sia la prima volta che l'anno scorso ho divorato in un giorno le prime cento pagine. Trovo inoltre il finale splendido, e mi ha fatto capire come io sia innamorato, in maniera totalmente indiscriminata, dei primi tre libri di Green.

Marzo

A volte ritornano, Stephen King. La prima raccolta di racconti di Stephen King per me è stupenda. L'autore passa di genere in genere, dall'horror al fantascientifico, al pulp per finire addirittura con l'autobiografico. Quasi tutti i racconti sono, a mio dire, indimenticabili, e si vede anche l'intreccio narrativo e strutturale che va a crearsi nell'universo creato da King: difatti questa raccolta è composta da due racconti che si collegano a Le notti di Salem e due collegati a L'ombra dello scorpione - uno di questi in maniera più esplicita, l'altro in modo più velato.




Lolita, Vladimir Nabokov. C'è davvero bisogno di parlare di questo capolavoro della letteratura? L'ho letto grazie a un gruppo di lettura, è stato anche, come dicevo, il mio primo Ebook, e l'ho amato. Avevo paura ad approcciarmi, per via della tematica aberrante che tratta, e mi chiedevo come fosse riuscito a diventare un capolavoro, o quantomeno così rinomato. Ma mi è bastato leggerlo per innamorarmene: Nabokov è un genio, è riuscito a trattare un tema del genere smorzando con l'ironia le parti più problematiche, e ci ha regalato una storia drammatica e grottesca, che è riuscita ad emozionarmi in un finale per me del tutto inaspettato.

Danze notturne in stazioni di provincia, Giacomo Asaro. Una raccolta di raccontini e poesie, molto brevi, del buon Giacomo - vi rimando alla sua pagina Instagram dedicata a King perché merita tantissimo. I suoi racconti mi sono piaciuti tantissimo, oltre a essere molto scorrevoli ho adorato l'idea di trasportare l'horror e la fantascienza in Italia, e adorerei leggere altro di lui!

Nubifragi e altri racconti, Sara Noacco. Una bellissima e delicatissima raccolta di poesie scritte da Sara, che trovate su Instagram e che vi consiglio caldamente di seguire. Le sue poesie hanno quella dolcezza primaverile e quell'amore per le immagini quotidiane raccontate per mezzo dei versi che mi hanno fatto avvicinare nuovamente alla poesia.

Five Stories, Giulio Amore. Five Stories è un libricino molto particolare. Giulio e io siamo stati compagni di corso all'università, e ho potuto assistere in prima persona alla nascita di quest'opera. E' un testo che vive di filosofia, non solo come disciplina, ma come modo di guardare al mondo. E' un testo profondamente introspettivo, per certi versi sperimentale, che non vede una grande prosecutio degli eventi ma vive soprattutto di riflessioni. Se vi piacciono le cose atipiche, dunque, io vi consiglio di dargli una possibilità.

Aprile

American Gods, Neil Gaiman. Questo è il libro con cui ho combattuto di più e col quale ho il rapporto più conflittuale in assoluto. Perché? L'ho comprato appena arrivato in università, stregato dalla trama e anche la vecchia copertina - quella con la strada colpita dal lampo, per intenderci - mi attirava. Mi sono trovato davanti a un'opera prolissa, dalla prosa indubbiamente interessante, ma che al contempo mi rendeva ostico il proseguire. Ho speso cinque anni provando a leggerlo, e l'anno scorso finalmente mi sono deciso a vincere la mia riluttanza e a portare avanti, e a termine, la lettura.
Non lo trovo affatto un brutto libro, ma nondimeno ha rappresentato un enorme ostacolo per me. Ma ne riparleremo!

Gli ultimi giorni dei nostri padri, Joel Dicker. Il romanzo d'esordio di uno dei miei autori preferiti mi impensieriva alquanto, per via del fatto che ero abituato al Dicker giallista, mentre questo è un romanzo storico basato su vicende reali della seconda guerra mondiale. Ma Dicker non mi delude mai, e non l'ha fatto nemmeno stavolta: questo libro è un potente attacco alla guerra e alla disumanità che causa. Ho amato la riflessione sul concetto di "uomini", le vicende dei personaggi, il loro coraggio e i loro errori. Tutto merito dello stile di Dicker, che io amo nonostante a volte scada nel retorico.




Piranesi, Susanna Clarke. Questo è stato sicuramente uno dei libri più discussi del 2021, c'è chi l'ha amato e chi l'ha odiato, chi lo considera un capolavoro e chi il trionfo della banalità. Al di là delle diatribe sorte sul titolo, per me Piranesi è stata una piacevolissima scoperta, che mi ha avvinto per l'atmosfera prima ancora che per la storia in sé. E' sicuramente un fantasy atipico, e mi ha convinto così tanto che ho preso anche la ristampa del primo libro di Susanna Clarke, che attende di essere letto.

Maggio

100 colpi di spazzola prima di andare a dormire, Melissa P. Una volta ho letto su un blog - purtroppo non ricordo quale - che questo è un libro "più criticato che capito". Sono assolutamente d'accordo con chi ha fatto questa affermazione. Il libro di Melissa P. - scordatevi l'orrendo film di Guadagnino - è sicuramente inverosimile e pieno di forzature, perché è improbabile che un'adolescente di sedici anni passi dalla sua prima volta a diventare una femme fatale capace di sedurre ogni singolo essere maschile - in un alquanto pacchiano tentativo di imitazione di Lolita, per certi versi. Eppure non riesco a odiarlo fino in fondo, pur essendo conscio che non sia un libro riuscito, pur sapendo che l'esempio qui portato non sia dei migliori, comunque apprezzo il tentativo di creare un romanzo di formazione che ha per fulcro l'educazione sessuale, ma all'inverso, perché qui mostra esattamente la strada da non seguire per esplorare in modo sano la propria sessualità.




Lo strano caso del Dottor Jekyll e del signor Hyde, Robert Luis Stevenson. Un cult della letteratura che ho letto e poi riletto, questo libro è l'esempio perfetto di come non basti conoscere le cose per cultura popolare. In che senso? Intendo che naturalmente tutti sappiamo che Jekyll e Hyde altro non sono che le due facce di una stessa medaglia, e dunque l'elemento mistery in questo titolo è praticamente inesistente. Eppure il libro è e rimane una lucida analisi sulla doppiezza della natura umana, riprendendo quel discorso che faceva Pico della Mirandola sul fatto che l'uomo possa essere al contempo divino e bestiale, a seconda della sua inclinazione. E poi dai, lo stile di Stevenson è fighissimo, il ritmo è ancora incalzante, l'atmosfera è comunque incredibile. Cos'altro aspettate a leggerlo?

The Warriors - I guerrieri della notte. Graphic novel ufficiale del film di Walter Hill, se avete amato il film - recuperabile su Prime Video - allora non potete perdervela!

Invincible #1 Questioni di famiglia, Robert Kirkman. Invincible è il mio fumetto preferito, ve lo dico subito. E' un fumetto di supereroi velocissimo, violentissimo, pieno di idee geniali e di citazionismo ad altre storie dello stesso genere. Kirkman per me è un genio - oltre che un autore davvero, ma davvero prolifico - e ho iniziato a rileggere Invincible l'anno scorso per via dell'uscita della serie animata su Prime Video - che ho apprezzato, nonostante la qualità di certe animazioni e molte scelte che mi hanno fatto storcere il naso.
Se non avete ancora letto Invincible, fatevi un favore e recuperatelo, perché ne vale davvero, ma davvero tanto la pena!

Eppure cadiamo felici, Enrico Galiano. Romanzo d'esordio di un autore di romanzi di formazione bellissimi e che ho iniziato a conoscere nel 2020. Galiano ha un animo sensibile e la capacità di comprendere perfettamente gli adolescenti - per questo credo sia un grandissimo insegnante. Questo primo libro l'ho apprezzato, a prescindere dalla storia che racconta, proprio per la sua capacità narrativa, con uno stile didascalico che non infastidisce il lettore, e anzi lo invoglia a proseguire nella lettura non tanto per sapere come andrà avanti, ma per godere dei guizzi dell'autore.

Ex Tenebris, Stefano Lanciotti. Ho preso l'Ebook gratuito disponibile su Amazon, mi attirava tornare a leggere un fantasy "classico" dopo un po' di tempo che ero passato ad altro. Di questo in realtà ho apprezzato le atmosfere, e l'idea di creare un mondo in cui non esista magia bianca e nera, ma tutto dipende dall'oscurità. Peccato però che tutto il resto non mi abbia fatto impazzire, troppi cliché, personaggi dimenticabili e reazioni poco plausibili. Peccato, perché invece l'ambientazione mi era piaciuta.

Invincible #2 Otto bastano, Robert Kirkman. Secondo arco narrativo di Invincible, e già si rompe l'idea del classico fumetto di supereroi, con un enorme colpo di scena completamente inaspettato, che porta la storia in un mood  molto più oscuro. Poi qui il citazionismo ai supereroi DC è geniale, ci sono già le premesse per un'opera grandiosa.

Giugno

Invincible #3 Perfetti sconosciuti, Robert Kirkman. Si prosegue con uno dei volumi più sconvolgenti dell'opera. Tutto cambia, e lo fa nel modo peggiore; la verità fa male, e il sangue scorre a fiumi. Ancora non siete convinti?

La tomba, H.P. Lovecraft. Con questo racconto è iniziato il #gdlovecraft organizzato dalla mia amica Silvia (vi consiglio di seguire la sua pagina Instagram e il suo blog perché se questo piccolo spazio è in piedi è anche grazie a lei ed è un sacco brava!). Finalmente ho iniziato ad approcciarmi allo scrittore dell'ignoto, e devo dire che questo primo racconto, molto piacevole, contiene già tutti gli stilemi che poi riprenderà nel resto della sua produzione. Mi è piaciuto parecchio, ed essendo il primo racconto che ha scritto lo trovo un ottimo modo per approcciarsi alla sua produzione.

Nessun titolo, Vincenzo Fiore. Semplicemente una delle letture più brutte mai fatte. Questo ce l'aveva un mio amico, che ne aveva sempre parlato bene, così ho deciso di prendere l'Ebook e provare a leggerlo anch'io. Mi sono ritrovato davanti a una storia che non è una storia, ma un insieme confuso di frasi e riflessioni, con anche messaggi di fondo sbagliati, personaggi che sono uno più piatto dell'altro, e un finale che non mi ha lasciato assolutamente nulla. Semplicemente orribile.

Invincible #4 Primo della classe, Robert Kirkman. Volume tranquillo, di transizione, dopo quanto successo nel volume precedente. Affronta una narrazione ad episodi, dove come al solito Kirkman riesce a fondere l'ordinario allo straordinario, col giusto mix di citazioni pop e trovate originali che rendono quest'opera così bella e peculiare.




Circe, Madeline Miller. Questa è stata una delle più belle letture del 2021, tanto da meritarsi il podio. Sono un amante della mitologia e dell'epica greca, e questa rilettura della maga Circe, la maga che, per intenderci, trasforma i compari di Ulisse in porci nell'Odissea, operata dalla Miller è semplicemente sublime. Circe diventa protagonista e narratrice della sua stessa storia, una storia che parla di miseria, di discriminazione, ma anche di riscatto e affermazione di sé, il tutto condito dallo stile incredibile e immersivo di Madeline Miller, che fa vivere ancora una volta il mondo omerico, svecchiandolo ma rimanendo fedele al suo spirito.

Tutta la vita che vuoi, Enrico Galiano. E' attualmente il mio romanzo preferito di Galiano, una rilettura che ho fatto approfittando di una sfida di lettura incentrata sugli adolescenti. Di questo libro amo l'incedere forsennato, le mille trovate, anche piccole, il fatto che mi sappia far ridere per poi farmi diventare di pietra, e i personaggi, meravigliosi compagni di viaggio. So che è meno conosciuto del romanzo d'esordio di Galiano, ma personalmente preferisco questo.

Noi siamo infinito, Stephen Chbosky. Anche questo riletto per la sfida di lettura prima nominata, questo libro mi ha colpito molto di più ora. La voce narrante, quella di Charlie, è la voce di un narratore sicuramente atipico, che vede il mondo in modo particolare, quasi senza filtri, per via della sua condizione particolare. La sua ingenuità, la sua quasi innocenza, il suo modo anche doloroso di vivere persino le cose più piccole, tutto ciò è commuovente. Se ci aggiungiamo poi le citazioni letterarie e musicali qui presenti, e lo sconvolgente finale, direi che è un testo che merita di essere letto.

Invincible #5 I casi della vita, Robert Kirkman. Un altro arco narrativo abbastanza tranquillo, dove ha un grande ruolo la componente femminile. Il rapporto tra il protagonista e la sua ragazza è qui al centro, impreziosito dall'ironia sapiente di Kirkman, che ribadisce che questo dovrebbe essere un fumetto per famiglie, per poi buttarci una splash page piena di sangue e interiora. Inoltre i disegni di Ryan Ottley sono un enorme punto a favore!

Luglio

Invincible #6 Un mondo diverso, Robert Kirkman. Su questo non mi pronuncio proprio, non voglio fare spoiler, ma è uno dei miei volumi preferiti, con una narrazione di altissimo livello, momenti emozionali e pagine una più bella dell'altra.

Invincible #7 Tre cuori e una capanna, Robert Kirkman. Era difficile riuscire a scrivere qualcosa di altrettanto bello dopo il volume precedente, ma direi che Kirkman ci è riuscito alla grande. Certo, questo volume non raggiunge a pieno la potenza, anche visiva, del precedente, ma è comunque sensazionale, tra una miriade di citazioni, una bellissima riflessione sulla differenza tra supereroi e persone normali e delle tavole favolose.

Invincible #8 Un marziano per amico, Robert Kirkman. Altro numero ben riuscito, dove si riprendono delle storyline che vanno avanti dai primi volumi, e che qui raggiungono un'ottima maturazione. Di nuovo troviamo una narrazione episodica, dalla tensione altissima, e dove succedono eventi che avranno conseguenze importantissime. Perché è questo il bello di Invincible: tutto torna, e tutto è importante.




La diseducazione di Cameron Post, Emily M. Danforth. Rilettura che volevo fare per il mese del Pride, ma che mi sono portato dietro fino a luglio. Questo è un perfetto romanzo di formazione che mostra quanto il bigottismo, soprattutto religioso, e l'odio siano pericolosi, dove l'omosessualità sembra essere la nuova caccia alle streghe. E' un romanzo che vi farà arrabbiare, necessariamente, e che considero un esempio fantastico di letteratura LGBTQ+ - ambito che voglio assolutamente approfondire.

Dagon, H.P. Lovecraft. Forse uno dei racconti più famosi di Lovecraft, o quantomeno introduce una delle sue creature più celebri. E' un racconto angosciante, travolgente, dal quale è impossibile staccarsi. Ho apprezzato ancora di più la capacità narrativa di Lovecraft dopo averlo letto.

Invincible #9 Fuori da questo mondo, Robert Kirkman. Non è uno dei volumi meglio riusciti dell'opera, ma nonostante i suoi alti è bassi è davvero piacevole, perché il livello della saga non scende mai sotto una determinata soglia. Buona la narrazione a episodi, e anche qui vengono piantati dei semi che germoglieranno nei volumi successivi.

Qui, Arianna Coletta. Libricino gentilmente mandatomi dall'autrice, Qui è una storia di trapasso dal sapore vagamente dantesco, ambientata in un al di là dal significativo nome di "Qui", dal quale sembra non esserci scampo, dove l'angoscia e la disperazione la fanno da padrone. Ma forse, e dico forse, un piccolo barlume di speranza potrebbe esserci, e potrebbe sorprendervi.

Invincible #10 Chi è il capo?, Robert Kirkman. Questo è un volume di transizione, e con "transizione" qui intendo il passaggio da una meravigliosa parte di Invincible a una incredibile. Diverse strade qui si separano, i personaggi cambiano, e gli scontri, fisici e ideologici presenti in questo numero, portano a riflessioni morali profondissime: dove finisce il bene e inizia il male? Fin dove sei disposto a spingerti per salvare il mondo? Inoltre, questo volume segna l'arrivo ai colori di FCO Plascentia, colorista straordinario che regalerà tante soddisfazioni nei prossimi numeri.

La stella polare, H.P. Lovecraft. E' un racconto onirico, ma non è tra i miei preferiti dell'autore - anche perché il mio racconto onirico preferito, e in generale proprio il mio preferito, viene dopo. L'idea è molto interessante, l'atmosfera surreale è vivida ed efficace, anche se dai contorni sfumati, come sempre quando si parla di Lovecraft, ma nel complesso non mi è rimasto particolarmente impresso.

Agosto

Invincibile #11 Giorni felici, Robert Kirkman. Ultimo volume di Invincible riletto nel 2021, nonché uno dei miei preferiti. Certo, questo numero assomiglia più a una soap opera che ad una storia di supereroi, ma devo dire che dopo tutta la tensione accumulata un bel romance ce lo meritavamo eccome. La scena viene rubata dai protagonisti, ritratti dal talentuoso Ryan Ottley ed esaltati dai colori di Plascentia, in un volume dolce e bellissimo, dove sono le immagini a parlare, più che i personaggi.




Lascia dire alle ombre, Jess Kidd. Kidd è stata una delle più belle scoperte dell'anno. Mi sono innamorato della sua prosa, del suo modo di raccontare, della potenza evocativa delle sue immagini. Ho preso questo libro praticamente a scatola chiusa, ovvero senza saperne nulla, e mi sono ritrovato in questo paesino irlandese popolato da fantasmi e da persone poco raccomandabili. Un'avventura straordinaria, che non vedo l'ora di ripetere!

Harry Potter e la pietra filosofale, J.K. Rowling. Con agosto è iniziata la mia traversata in una delle saghe più famose al mondo... e che io detesto terribilmente. Il mio rapporto con Harry Potter è tutt'altro che buono: avevo visto i film a suo tempo, e letto per la prima volta questo numero, unico libro letto della saga, a quattordici anni. Dopo essermi fatto prestare i restanti libri - tranne il settimo, che avevo comprato perché bo', faceva figo all'epoca - dalla mia migliore amica, ho deciso di intraprendere questo percorso. Ma il primo libro è stata una delle peggiori esperienze letterarie della mia vita, troppi errori, troppe cose che non tornano... so che la gente non cerca probabilmente questo quando legge Harry Potter, ma se volete sentire belle parole spese su questa saga, mi spiace, ma qui non le troverete.

Settembre

Harry Potter e la Camera dei Segreti, J.K. Rowling. Secondo capitolo della saga di Harry Potter, l'ho trovato leggermente meglio del primo, anche solo per il mood un po' più cupo e per la questione del razzismo; bella anche l'idea alla base della Camera dei Segreti. Però è una sostanziale ripetizione del primo, con qualche variazione sul tema ma nulla di più.




Giuda, Amos Oz. Del libro di Oz ho sentito parlare per la prima volta fra i banchi dell'università. Rimasi affascinato quando il prof. di filosofia teoretica del primo anno ci parlò di questa versione "alternativa" della storia di Giuda. L'anno scorso ho avuto modo di recuperarlo, e per me è un capolavoro: un romanzo fatto di attese e silenzi, dove la problematica teologica si lega a quella sociale della Gerusalemme di inizi anni '60. Nonostante io non sia pratico del contesto socio-politico in questione, l'ho trovata una storia splendida e che mi è rimasta nel cuore, sicuramente fra i migliori libri dell'anno.

Oltre il muro del sonno, H.P. Lovecraft. E' finora e a mani basse il mio racconto preferito dell'autore. Un racconto onirico che pensavo avrebbe preso una certa direzione, ma che si è rivelato essere tutt'altro. Contiene uno dei monologhi più belli e suggestivi che io abbia mai letto, tanto che mi ha quasi commosso per la potenza delle immagini e l'intensità del racconto.

Memoria, H.P. Lovecraft. Memoria è stato un altro racconto splendido, la prova di come bastino poche, pochissime pagine, per raccontare una storia che lasci il segno. Pochissime immagini, appena un paio di dialoghi, ma l'emozione che ne scaturisce è enorme.

Ex barone o Old Bugs, H.P. Lovecraft. Questo è un racconto del tutto diverso da quelli letti finora. Ambientato durante gli anni del Proibizionismo, ci mostra un Lovecraft diverso, alle prese con un contesto quotidiano, per quanto contestualizzato a quegli anni, dove non ci sono orrori cosmici o incubi innominabili. Anche il finale l'ho trovato davvero prevedibile, e in generale è stata una delle sue prove narrative meno incisive.

Ottobre

Persone normali, Sally Rooney. Questo è uno di quei libri che avrei voluto scrivere io. E' il perfetto manifesto delle relazioni liquide della nostra epoca: Marianne e Connell, i protagonisti, sono due personaggi legati indissolubilmente tra di loro, condannati ad amarsi e a odiarsi per sempre. Non possono essere davvero felici se non stando insieme, ma ogni volta che tornano insieme finiscono inevitabilmente per ferirsi. Mi sono rivisto in tutte o quasi le dinamiche qui descritte, ho visto e rivisto situazioni familiari, mi sembrava di leggere i miei stessi pensieri. Ho apprezzato inoltre tantissimo l'idea di non evidenziare i dialoghi, lasciando che si confondano con il resto del testo, rendendo ancora più "liquida" la narrazione.

La transizione di Juan Romero, H.P. Lovecraft. Allora, l'idea alla base del racconto è anche carina. Il problema è che qui ho iniziato a trovare stancante il ripetersi dello stesso trope narrativo, ovvero l'idea che, fuori campo, accada qualcosa che non possiamo vedere o che non ci viene descritto per intero, perché l'averne piena comprensione o è impossibile o ci porterebbe alla pazzia. Avrei gradito avere almeno un piccolo accenno in più sulla sorte del povere Juan Romero.

La ragazza delle arance, Jostein Gaarder. Questa è una fiaba, una storia romantico-filosofica, e io che sono ormai diventato troppo cinico e disilluso confesso di non averla apprezzata del tutto. Ciò detto, questo era il mio primo approccio a Gaarder, e lo trovo comunque un autore piacevolissimo, dallo stile talmente immediato e pulito che lo consiglio per forza agli adolescenti, perché rappresenta il perfetto esempio di cosa significhi vedere il mondo con una certa sensibilità filosofica. Il problema, come ho detto, in questo caso è stato il mio, perché mi sono stancato fin troppo presto dei continui voli pindarici presenti nel testo.




L'ombra dello scorpione, Stephen King. Questo libro mi ha tenuto impegnato per ben sei mesi, ma ne è valsa eccome la pena. Non fatevi spaventare dalla mole: in queste 1200 pagine, King descrive gli effetti di una pandemia, che lascia un mondo ferito, distrutto e in procinto di iniziare la sua lenta risalita verso la civiltà. E questo mondo fa da teatro al più vecchio degli scontri, quello fra bene e male. Il tutto descritto con una precisione magistrale, un approfondimento su una marea di personaggi, messi in scena e gestiti in maniera perfetta, tanto che diventa impossibile non affezionarsi ad alcuni e non odiarne altri. Per me è un capolavoro assoluto, e averlo letto in questo esatto periodo storico è stato in qualche modo significativo.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, J.K. Rowling. Dopo questo terzo titolo ho perso le speranze per questa saga. Ancora una volta mi sono trovato di fronte al ripetermi della stessa struttura narrativa, con delle incoerenze di fondo e con delle forzature talmente brutte che mi hanno fatto irritare e non poco. 

Dieci piccoli indiani, Agatha Christie. Perfezione narrativa, tutto qua. E' stato il mio primo thriller vero e proprio, e che dire: non potevo chiedere di meglio! L'ho divorato nello spazio di un viaggio in treno, completamente avvinto dalla trama, dall'ambientazione e dal modo in cui Agatha Christie ha messo in scena questa storia. Una volta iniziato è impossibile fermarsi, bisogna scoprire per forza chi sia l'assassino. La narrazione non è mai noiosa, e a tratti l'ho trovato veramente inquietante. E' stata un'esperienza meravigliosa, che sicuramente vorrò ripetere.

Novembre

La lunga marcia, Stephen King. Chiariamoci: non è del tutto un brutto libro, ma non mi aveva fatto impazzire la prima volta nel 2019 e così non l'ha fatto ora. E' il primo libro scritto da King, e si vede: sicuramente le idee c'erano, è un buon distopico, sicuramente agli amanti di Hunger Games potrebbe piacere, ma non ho trovato quel trasporto che provo di solito quando si parla di King. Paradossalmente, più della competizione in sé mi interessava il mondo alla base, e che ci viene descritto solo con pochi scambi di battute. Un po' un peccato, per me.

La nave bianca, H.P. Lovecraft. Un altro racconto onirico, con protagonista una nave che può condurti fra i reami del sogno e dell'incubo. Ha un sapore dantesco, ma non vi dirò perché, anche se potreste averlo capito. Inoltre il colore della nave si sposa perfettamente con la canzone White Pearl, Black Oceans della mia band preferita, i Sonata Arctica. Mi è piaciuto molto!

La rovina di Sarnath, H.P. Lovecraft. Questo invece rientra tra i racconti che non mi hanno fatto impazzire. Perché? E' super didascalico: non è altro che una lunga, lunghissima descrizione della città di Sarnath, che è andata distrutta in una notte. E' un racconto che ho trovato da un lato barocco, per la minuziosità dei dettagli con cui viene descritta la città, ma dall'altro scarno, perché la trama di fondo si riduce tutta nell'ultima pagina. E' comunque importante perché la mitologia messa in piedi da Lovecraft comincia a prendere forma.




Harry Potter e il Calice di Fuoco, J.K. Rowling. Con questo quarto capitolo, finalmente qualcosa è cambiato. Finalmente si rompe la struttura narrativa che si ripeteva, e già solo il primo capitolo di questo quarto volume per me vale più dei tre libri precedenti messi insieme. L'ho trovato un libro tutto sommato ben gestito, anche se ci sono state alcune scelte che mi hanno fatto storcere il naso, soprattutto verso la parte finale, che ho trovato comunque carica di tensione e in generale ben sviluppata. Non male, visto il livello medio della saga finora.

Dicembre




La zona morta, Stephen King. Ultimo King dell'anno, e uno di quelli che attendevo con più ansia di leggere. L'ho trovato scorrevole da morire, è un bel thriller con un elemento soprannaturale alla base. E' un libro profondamente radicato nel contesto socio-politico dell'America degli anni '70, ne è quasi un'analisi, quindi magari una conoscenza preliminare sull'argomento potrebbe aiutare la comprensione del testo, ma non è indispensabile. Sono felice che questo libro non abbia deluso le mie aspettative!

La dichiarazione di Randolph Carter, H.P. Lovecraft. Un racconto scritto sotto forma di una testimonianza, una trovata narrativa che non mi è dispiaciuta. Il problema è che Lovecraft continua a puntare sulla stessa idea: succede qualcosa che ci viene raccontato a grandi linee e non ci viene mostrato, perché non possiamo capirlo o impazziremmo. Sicuramente la chiusura è d'effetto, ma mi è sembrato prevedibile e nulla di che.

Il vecchio terribile, H.P. Lovecraft. Questo l'ho trovato molto carino, e un po' mi ha ricordato Man in the dark di Fede Alvarez: tre tizi vogliono rapinare un vecchio strambo che vive da solo nella sua casa. Peccato che lui non sia quello che sembra. E' un racconto brevissimo ma molto piacevole, e la mia edizione conteneva una nota che spiegava un dettaglio folkloristico che me l'ha fatto apprezzare ancora di più.

Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?, Antonio Dikele Distefano. Altro grande flop dell'anno, che quasi non meriterebbe di essere inserito fra queste letture perché, al pari di Nessun titolo, questo non sembra nemmeno un libro: è un insieme di frasi e riflessioni dell'autore, che ho trovato però qualunquiste e a volte persino in contraddizione fra loro. La progressione narrativa è sacrificata per fare spazio al continuo pensare, al voler trovare un significato profondo in tutto, e ciò mi ha irritato, ho fatto davvero fatica ad arrivare alla fine, mi sembrava di star leggendo testi di canzoni indie italiane. Per me è un grande no - peccato, perché nel 2020 avevo letto Chi sta male non lo dice di Distefano, e non mi era sembrato tanto male; magari me lo ricordo male io però.

Il banchetto della fine del mondo, Michele Borgogni. Questa nouvelette è giunta inaspettata a salvarmi l'anno. Michele ha creato una storia surreale dove l'orrore è tutto umano, ambientata in un paesino toscano allo scoppiare della pandemia. E' riuscito a farmi ridere ma anche a tenermi col fiato sospeso, e ho finito il racconto realizzando due cose: che mi sono davvero divertito; e che voglio leggere altro di Michele il prima possibile!


Questo lungo post termina qui. So che probabilmente ho detto tutto e nulla dei libri qui citati, ma questo non era un post recensione: serviva solo a incuriosirvi, magari a farvi scoprire qualche titolo a voi ignoto, e a darvi un'idea di cosa ho letto nel corso dell'anno da poco finito. Come avevo annunciato a inizio post, tutti questi libri saranno recensiti su questo blog, quindi preparatevi a saperne di più.
Intanto, spero che la lettura sia stata piacevole, e che qualche titolo abbia suscitato il vostro interesse.


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Grazie, e alla prossima,

Neroeoro


















1 commento:

  1. Grazie per aver citato il mio Banchetto! Sono davvero felice che ti sia piaciuto, e spero che le prossime letture non ti deluderanno :)

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  #Recensione Claus  di Andrea R Ciaravella