#Recensione Persone normali di Sally Rooney
Non so cos'ho che non va, dice Marianne. Non so perché non riesco ad essere come le persone normali. La sua voce è insolitamente fredda e distante, come fosse la registrazione della sua voce ascoltata dopo che lei se ne è andata o è partita per un'altra destinazione. In che senso?, dice lui. Non so perché non riesco a farmi amare. Penso di essere nata sbagliata.
Ma buon salve amici del web!
La recensione di oggi è per me particolarmente difficile, e questo perché riguarda un libro che ho sentito come fortemente personale. E', per dirla in altri termini, che per altro ho già usato, uno di quei libri che avrei voluto scrivere io. E questo non solo perché contiene tutte quelle sensazioni ed episodi che io vorrei riportare su carta, ma perché mi ci sono rivisto tantissimo, pagina dopo pagina. Mi è sembrato di rileggere le considerazioni che facevo anni fa, quasi negli stessi termini in cui le facevo, e di rivivere episodi e situazioni della mia vita non troppo passata. E siccome sono le stesse cose che sto cercando di mettere nei miei libri, ho provato un misto di stupore e invidia.
Invidia perché comunque Persone normali di Sally Rooney l'ho trovato fantastico, e mi piacerebbe avere la capacità di Sally Rooney di descrivere la profonda incertezza dei nostri tempi.
Come avrete capito sono parecchio coinvolto da questo libro, e in più di una volta, scrivendone per la prima volta una recensione, ammetto che mi ha guidato il cuore più che la testa. Ma siccome credo che serva una tara tra le due cose per poter fare una buona recensione, cercherò qui di essere il più oggettivo e chiaro possibile.
Se ci riuscirò o meno, starà a voi dirmelo. Come dico sempre, bando alle ciance, e andiamo!
Di che parla?
Marianne e Connell frequentano lo stesso liceo a Carricklea, e sebbene la madre di Connell, Lorraine, lavori come donna delle pulizie per Denise, madre di Marianne, i due non possono dire di conoscersi granché o di avere qualcosa da spartire. Al di là della differente levatura sociale, nessuno può dire di conoscere davvero Marianne: se Connell è quello famoso e apprezzato a scuola, lei è vista come quella strana, che nessuno vorrebbe davvero avere intorno.
Eppure, in qualche modo, i due scoprono di piacersi, e anche tanto. La loro storia sboccia quasi in segreto, come un fiore silenzioso e luminoso fiorito al centro del caos. Ma in mezzo ci si mette la vita, con il college, i cambi di città, le storie sbagliate e pure quelle giuste. Connell e Marianne scopriranno che amarsi non è facile, ma è forse l'unica cosa da fare, l'unico appiglio in un mondo dove i rapporti si fanno sempre più liquidi, sempre più "facili". Un mondo in cui il loro rapporto potrebbe essere il faro che potrebbe impedire loro di andare alla deriva. Ma saranno capaci di seguirne la luce, o finiranno dilaniati dagli scogli?
Il commento
C'è una cosa che salta subito all'occhio, leggendo il libro della Rooney: non vi sono virgolette, trattini o altri segni che denotino i dialoghi. Il parlato si confonde dunque con lo scritto, e l'unico modo di distinguerli è un "dice" posto alla fine degli enunciati. Insomma, bisogna prestare particolare attenzione nel corso della lettura.
Questo espediente narrativo certamente singolare potrebbe non incontrare il favore di tutti, ma io l'ho trovato piuttosto azzeccato: in un libro che narra delle relazioni liquide nella nostra contemporaneità, il linguaggio stesso si fa liquido, il discorso perde ciò che lo caratterizza come tale sul foglio, e si mischia al resto del paragrafo, divenendone quasi indistinguibile. Più di una volta ci si troverà sorpresi a capire che uno dei personaggi sta parlando, e dovremo tornare un po' indietro con lo sguardo per cogliere l'inizio della frase. Come ho già detto, è una scelta che potrebbe non piacere, potrebbe risultare stancante, e sono convinto che sia uno dei motivi che hanno reso questo titolo così divisorio per quanto riguarda la sua accoglienza: c'è chi lo ama e chi invece lo trova banale e insopportabile.
Io sono felice di averlo amato. Perché al di là della particolare scelta stilistica, questo romanzo gioca tutto sulla forza dei personaggi, e quando dei personaggi sono ben scritti, secondo me lasciano sempre il segno. In questo caso, vedo Connell e Marianne come la perfetta esemplificazione di quella serie di situazioni e stati d'animo che definiscono la nostra contemporaneità. Una contemporaneità fatta di istanti, che brucia con la velocità di un fuoco di paglia; una modernità dove il futuro fa talmente tanta paura che solo il presente sembra esistere - e al presente è condotta la narrazione. Un mondo sempre più liquido, dove la felicità sembra un illusione e l'amore ha il potere di anestetizzare.
Ed è proprio in questo mare magnum di incertezze ed effimerità che i momenti felici brillano come le lanterne che si fanno volare nelle notti d'estate, più o meno brevi ma comunque intensi.
L'amore, sofferto e spesso impossibile, di Connell e Marianne è un sentimento insieme terribile e splendido. Loro ricordano quelle coppie, che personalmente ho anche conosciuto, che sembrano destinate a non essere mai felici, o incapaci di esserlo. Si prendono e si mollano, stanno con altre persone e poi tornano insieme, solo per ripetere questo ciclo all'infinito. Per tutta la lettura del romanzo ho avuto davanti agli occhi l'immagine di due persone cosparse di schegge di vetro, che ogni volta che si abbracciano non possono fare a meno di ferirsi. Eppure, solo in quella strana diade che si è venuta a creare, quasi dal nulla, loro sentono di poter essere davvero felici, anche se solo per un istante. Anche se Marianne si sente sbagliata e Connell sviluppa la sua paura del mondo, i due possono dimenticarsi per un attimo di tutto ciò tornando nel posto sicuro che conoscono entrambi: l'uno fra le braccia dell'altro. Anche se le schegge di vetro che hanno addosso fanno sanguinare loro e le altre persone che, per un breve o lungo periodo, fanno parte della loro vita.
E vi faranno arrabbiare, eccome se lo faranno: perché non vi capaciterete, come me, del come non si possa essere felici, di come ogni volta, anche in maniera stupida, si possa rovinare tutto. A quel punto è incapacità o paura di essere felici? Una domanda più che lecita, ma forse la risposta non è semplice da trovare, forse neanche loro la conoscono.
Conclusioni
Persone normali è un titolo più che azzeccato. Connell e Marianne sono, in definitiva, persone normali, anche se loro, in più occasioni, non sentono affatto di esserlo. Ma è solo attraversando certe fasi della vita, e passando attraverso diverse esperienze - la prima volta, il college, le relazioni, la scoperta del mondo che c'è là fuori - che si può in ultima istanza definire cosa sia normalità e cosa non lo sia.
La storia di Sally Rooney, da questo punto di vista, è semplicissima: non troverete mostri o mondi da salvare, ma troverete due ragazzi, con le loro incertezze e le loro paure, che attraversano l'adolescenza e la prima età adulta.
Sono consapevole del fatto che questo libro possa non piacere: qualcuno potrebbe non andare d'accordo con la prosa della Rooney e la sua scelta di non evidenziare i dialoghi. Qualcun altro potrebbe pensare che sia esagerata la quantità di situazioni, molte delle quali estreme, che si ritrovano a vivere i due protagonisti. Ma io, che non ho condotto una vita chissà quanto movimentata, mi sono ritrovato in molti dei pensieri e delle situazioni ivi descritte, e ho colto lo stile di Sally Rooney come un invito all'attenzione e all'ascolto, cose forse sempre più difficili del mondo di oggi, che non è comunque tutto nero come potrebbe sembrare.
Che possa o non possa piacere, credo dipenda dalla sensibilità di ognuno; e non c'è nessuna pretesa di elitarismo in questo, secondo me, semplicemente, al di là di come sono scritti, certi libri risuonano con noi e altri no. Io ho amato la storia di Connell e Marianne, una storia potentissima nella sua semplicità, e spero che anche voi vorrete conoscere questa coppia e scoprire quello che io considero un perfetto specchio della nostra modernità.
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Grazie, e alla prossima,
Neroeoro
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